Antonio Sant'Elia, Centrale elettrica, 1914. Collezione privata, Milano. Courtesy Studio d'Arte Nicoletta Colombo, Milano (part.)
evento
sabato 13 Novembre 2021 ore 11:30 - ore 12:30

Le Storie dell'ArteFuturismo e architetturacon Roberto Dulio

auditorium del MAXXI
ingresso € 5 – abbonamento 5 incontri € 20
necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass)
posti riservati per i titolari della card myMAXXI scrivendo a mymaxxi@fondazionemaxxi.it entro il giorno prima dell’evento

orario museo

lunedì chiuso
da martedì a domenica 11 – 19
sabato domenica 11 – 20
la biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

avviso

Per accedere al Museo è necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass) o presentare il referto negativo di un tampone antigenico o molecolare effettuato nelle 48 ore precedenti, insieme a un documento di riconoscimento. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.

maggiori informazioni

Qual è il futuro nel XXI secolo? Cosa ha ancora in comune con il futuro di velocità e rottura degli schemi di cui parlavano i futuristi?

Un’edizione speciale con cinque appuntamenti del ciclo Le storie dell’Arte dedicata al Futurismo come esempio straordinario di una modernità che si trasforma e si adatta nel corso degli anni.
Con un approccio vasto e interdisciplinare, il Futurismo ha influenzato il mondo dell’arte e della creatività contemporanea in tutte le sue sfaccettature artistiche e temporali.

Nel quarto appuntamento Roberto Dulio,insegnante di Storia dell’architettura al Politecnico di Milano, ci stimola una riflessione sulle relazioni tra il movimento marinettiano e l’architettura, complesse e vicendevoli: il Futurismo ispira l’architettura, ma a sua volta è ispirato dalle trasformazioni che l’architettura registra e anticipa. Allo stesso tempo sotto l’etichetta dell’architettura futurista sono tradizionalmente collocate una serie di esperienze molto diverse – Sant’Elia, Chiattone, Marchi, fino ad arrivare, nel secondo Futurismo, a Diulgheroff, Fillia e molti altri – che analizzate singolarmente rivelano genealogie e orizzonti molti più contraddittori di quelli consacrati dalla rassicurante vulgata convenzionale.