mostra
17 Aprile 2019 > 08 Settembre 2019

Paolo Di Paolo. Mondo perduto

#PaoloDiPaolo #MondoPerduto

orario museo

lunedì chiuso
da martedì a domenica
11 – 19

la biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

avviso

A partire dal 6 agosto 2021, per accedere al Museo sarà necessario esibire la Certificazione verde COVID-19 (Green Pass) o presentare il referto negativo di un tampone rapido effettuato nelle 48 ore precedenti, insieme a un documento di riconoscimento. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.

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Spazio Extra MAXXI
a cura di Giovanna Calvenzi
La chiusura della mostra è stata prorogata all’8 settembre 2019

Un racconto delicato, rigoroso e sapiente di un’Italia che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.

È stato il fotografo più amato de Il Mondo di Pannunzio, dove in 14 anni ha pubblicato 573 foto, con reportage dall’Italia e dal mondo. Ha ritratto divi del cinema, scrittori, artisti, nobiltà e gente comune. Ha percorso le coste italiane con Pier Paolo Pasolini raccontando le vacanze degli italiani.

Paolo Di Paolo (Larino, Molise, classe 1925), straordinario cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha saputo raccontare con delicatezza, rigore e sapienza il Paese che rinasceva dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.

Tra le sue foto, riscoperte dopo più di cinquant’anni di oblio, quelle di Pier Paolo Pasolini al Monte dei Cocci a Roma, Tennesse Williams in spiaggia con il cane, Anna Magnani con il figlio sulla spiaggia del Circeo, Kim Novak che stira in camera al Grand Hotel, Sofia Loren che scherza con Marcello Mastroianni negli studi di Cinecittà. E poi una famiglia per la prima volta di fronte al mare di Rimini e i volti affranti del popolo ai funerali di Palmiro Togliatti.

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ph. Paolo Di Paolo, Anna Magnani nella sua villa a San Felice Circeo (Roma), 1955, © Archivio Paolo Di Paolo

Scheda biografica

Paolo Di Paolo

Paolo Di Paolo è nato nel 1925 a Larino, in Molise. Nel 1939 si trasferisce a Roma per conseguire la maturità classica e dopo la guerra si iscrive alla facoltà di Storia e filosofia dell’Università La Sapienza. Frequenta gli ambienti artistici romani e decide di sviluppare, attraverso il mezzo fotografico, il proprio interesse per le arti figurative. Nel 1954 inizia a collaborare con il settimanale Il Mondo, fondato e diretto da Mario Pannunzio. Di Paolo ne diventerà uno dei principali collaboratori, con il maggior numero di foto pubblicate (573 immagini).
Scheda biografica

Paolo Di Paolo è nato nel 1925 a Larino, in Molise. Nel 1939 si trasferisce a Roma per conseguire la maturità classica e dopo la guerra si iscrive alla facoltà di Storia e filosofia dell’Università La Sapienza. Frequenta gli ambienti artistici romani e decide di sviluppare, attraverso il mezzo fotografico, il proprio interesse per le arti figurative. Nel frattempo lavora nell’editoria e nel 1952 è capo redattore della rivista Viaggi in Italia, della Cit/Ferrovie dello Stato. Nel 1954 inizia a collaborare con il settimanale Il Mondo, fondato e diretto da Mario Pannunzio. Di Paolo ne diventerà uno dei principali collaboratori, con il maggior numero di foto pubblicate (573 immagini).

Tra il 1954 e il 1956 allarga le collaborazioni alla Settimana Incom Illustrata e lavora stabilmente per il settimanale Tempo, diretto da Arturo Tofanelli, per il quale realizza numerosi servizi e inchieste in giro per il mondo. Grazie ai rapporti di amicizia stabiliti negli ambienti del cinema e del mondo artistico, realizza foto private ed esclusive ai più grandi intellettuali, attori e registi dell’epoca. Affronta importanti inchieste sociologiche, come ”La lunga strada di sabbia”, del 1959, sulle abitudini degli italiani in vacanza, firmata con Pier Paolo Pasolini. Instaura con Pasolini un rapporto di fiducia, lo segue durante le riprese di Il Vangelo secondo Matteo e Mamma Roma e realizza inoltre immagini private in casa, con la madre, al Monte dei Cocci a Roma e in raccoglimento sulla tomba di Antonio Gramsci nel Cimitero Acattolico di Roma.

Ha concluso la sua attività di fotografo collaborando assiduamente con la famosa giornalista Irene Brin, creando con lei un “tandem” specializzato in reportage esclusivi sull’alta società internazionale. Nel 1966, a seguito della chiusura de Il Mondo, decide di abbandonare la professione di fotografo, ritornando ai suoi studi filosofici e di ricerca storica. Il suo archivio, perfettamente con- servato, sarà riportato alla luce da sua figlia Silvia all’inizio degli anni Duemila.


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