mostra
24 Giugno 2022 > 20 Novembre 2022

MAXXI BVLGARI PRIZE 2022

galleria 5
a cura di Giulia Ferracci

#MAXXIBVLGARIPRIZE

orario museo

lunedì chiuso
da martedì a domenica 11 – 19
la biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

aperture e chiusure straordinarie durante le feste

sabato 24 dicembre 11 – 16
domenica 25 dicembre chiuso
lunedì 26 dicembre 11 – 19
sabato 31 dicembre 11 – 16
lunedì 2 gennaio 11 – 19
venerdì 6 gennaio 11 – 19

maggiori informazioni

Il MAXXI e Bvlgari insieme per la giovane arte contemporanea.

Sono Alessandra Ferrini (Firenze 1984), Silvia Rosi (Scandiano – RE 1992) e Namsal Siedlecki (Greenfield USA 1986) i finalisti della terza edizione del MAXXI BVLGARI PRIZE, il progetto per il sostegno e la promozione dei giovani artisti che unisce il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Bvlgari, e che negli anni ha lanciato tanti nuovi talenti sulla scena internazionale.

Individuati tra una rosa di artisti presentati dai critici e curatori italiani Valentina Bruschi, Gaia Di Lorenzo, Eva Fabbris, Simone Frangi, Pier Paolo Pancotto, Gea Politi, Paola Ugolini ed Eugenio Viola, i finalisti sono stati scelti da una giuria internazionale – di cui fanno parte, a rotazione, curatori di grande prestigio e direttori delle principali istituzioni culturali di tutto il mondo – composta da Hoor Al Qasimi Presidente e Direttrice Sharjah Art Foundation Emirati Arabi Uniti, Chiara Parisi Direttrice Pompidou-Metz, Dirk Snauwaert Direttore WIELS Contemporary Art Centre di Bruxelles, con Hou Hanru Direttore Artistico MAXXI e Bartolomeo Pietromarchi Direttore MAXXI Arte.


Alessandra Ferrini vince il MAXXI BVLGARI PRIZE 2022

La giuria internazionale, composta da Hoor Al Qasimi, Presidente e Direttrice Sharjah Art Foundation; Chiara Parisi, Direttrice Pompidou-Metz, Dirk Snauwaert, Direttore WIELS Contemporary Art Centre, da Hou Hanru, Direttore Artistico MAXXI, e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte, ha scelto Gaddafi in Rome: Notes for a Film di Alessandra Ferrini: «Per la sua capacità di rappresentare i fatti controversi della storia geo-politica contemporanea, sfidando le formule ufficiali e canonizzate delle narrazioni storiche e giornalistiche. In particolare, per la forza e l’equilibrio nell’analizzare i materiali documentari come fotografie, testi e film, ricomponendoli in una nuova narrazione, che riflette sul ruolo della ricerca come essenziale per una dichiarazione in difesa dei diritti umani e della cittadinanza globale nell’epoca post-coloniale».