17 Ottobre 2019 - 19 Gennaio 2020

Enzo Cucchi

Orari e biglietteria

orario museo

MARTEDÌ 11:00 – 20:00
MERCOLEDÌ 11:00 – 19:00
GIOVEDÌ 11:00 – 19:00
VENERDÌ 11:00 – 20:00
SABATO 11:00 – 20:00
DOMENICA 11:00 – 19:00
La biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

CHIUSURE
Tutti i lunedì, 1 maggio, 25 dicembre

Natale al MAXXI

24 DICEMBRE 11:00 – 17:30
31 DICEMBRE 11:00 – 17:30
6 GENNAIO 11:00 – 20:00

Caffetteria Palombini al MAXXI

LUNEDÌ chiuso
MARTEDÌ e VENERDÌ 8:00 – 20:00
MERCOLEDÌ e GIOVEDÌ 8:00 – 19:30
SABATO e DOMENICA 9:00 – 19:30

Mediterraneo ristorante e giardino

LUNEDÌ chiuso
DA MARTEDÌ A GIOVEDÌ 11:00 – 00:00
VENERDÌ E SABATO 11:00 – 02:00
DOMENICA 11:00 – 19:00

La Piazza Alighiero Boetti è aperta gratuitamente al pubblico per la fruizione delle opere esposte al suo interno anche al di fuori degli orari di apertura del Museo in occasione degli appuntamenti ed eventi legati alla programmazione culturale.

Orari e biglietteria
Acquista biglietto online Ricordami questo evento Foglio di sala

Sala Gian Ferrari
a cura di Eleonora Farina

«La pittura non riconosce costumi. I bambini non conoscono gender. L’arte odia i pittori».

Tra le figure più influenti della scena artistica contemporanea, Enzo Cucchi presenta al MAXXI un nuovo progetto ideato appositamente per gli spazi della Sala Gian Ferrari. Straordinario inventore di immagini, Cucchi ingloba un’estetica che spazia tra il tempo e la storia, sintetizzando miti individuali e immaginario collettivo. 

In mostra un’unica opera: gesto radicale nella sua rarefazione di oggetto singolo, di modeste dimensioni in relazione all’architettura dello spazio progettata da Zaha Hadid, esposto su una base che diventa essa stessa parte integrante del lavoro. Un putto, al cui alluce appare aggrappato uno scorpione, mani agli occhi nel gesto del cannocchiale per focalizzare la visione, reinterpreta in un’immagine estremamente contemporanea l’iconografia classica del bambino nudo, con riferimenti che ricorrono nella storia dell’arte e che vanno dalla statuaria romana ai grandi affreschi barocchi.

Con questa opera/gesto Enzo Cucchi, fieramente antimoderno, torna infine a parlare di Roma, sua città di adozione, nella cui culla si nutre da sempre e nella quale coglie il senso di resistenza personale e civile all’inarrestabile avanzare di un mondo basato sulla velocità e sull’emergenza e di una cultura della tecnica e della scienza che prosciuga ogni giorno di più gli spazi del desiderio e della libertà di pensiero.

Foto © Musacchio, Ianniello & Pasqualini