23 giugno 2017 - 22 ottobre 2017

L’effimero in scena. Omaggio al Teatrino Scientifico dell’Estate Romana

Orari e biglietteria

orario museo

Dal Martedì al Venerdì 11.00 - 19.00 sabato 11.00 - 22.00 Domenica 11.00 - 19.00 Giorno di chiusura Tutti i Lunedì, 25 Dicembre, 1 Maggio La biglietteria chiude un’ora prima del museo Orari e biglietteria
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Piazza del MAXXI

Nata dall’esigenza di reagire alla difficile atmosfera che si respirava a Roma negli anni del terrorismo e della criminalità, l’Estate Romana, ideata e promossa da Renato Nicolini durante le giunte di Giulio Carlo Argan e Luigi Petroselli, portò le iniziative culturali fuori dalle loro sedi tradizionali, nelle strade, nei siti archeologici, nei parchi, nello spazio pubblico.

In occasione dei suoi 40 anni, l’Estate Romana rivive al MAXXI con la ricostruzione parziale di uno dei luoghi più iconici della sua storia

Per la terza edizione del 1979 gli architetti Franco Purini e Laura Thermes furono invitati a trasformare la costellazione di singoli interventi in un unico progetto di scala urbana, il Parco Centrale, per allargare il centro della vita urbana di Roma ben oltre il vecchio recinto delle mura aureliane e offrire una prima risposta possibile all’emarginazione delle periferie. Una delle opere che costituivano la struttura portante di questa città effimera (progettata da U. Colombari, G. De Boni, F. Purini, D. Staderini, L.Thermes) era il Teatrino Scientifico di via Sabotino.

Un’architettura fatta di progetti effimeri, capace di disegnare scenari appropriati per gli eventi e la vita urbana

Il MAXXI, in collaborazione con lo studio Purini Thermes, ricostruisce nella sua piazza una parte del teatrino originale, riproponendo idealmente quello che Nicolini amava chiamare il Meraviglioso Urbano “in grado di produrre movimento, di formulare nuove ipotesi, di rinnovare la cultura e la politica stessa”: un progetto che, con una serie di spettacoli, conferenze e workshop dedicati a discuterne l’eredità e l’attualità, celebra i quarant’anni dalla prima edizione dell’Estate Romana e sottolinea le potenzialità delle attività culturali e artistiche come strumento primario della riqualificazione della città e delle comunità che la abitano.