Una persona con berretto e capelli lunghi, vista di spalle, è seduta su una gradinata in pietra di fronte a un edificio abbandonato con tetto a coppi rossi e pareti intonacate scrostate, al centro del quale cresce un grande pino. Sullo sfondo, il mare e la costa con colline in lontananza; ai lati, vegetazione mediterranea bassa. Giornata di sole, cielo sereno. Fotografia a colori.
foto © Giorgina Pi e Andrea Gallo
evento
martedì 13 Ottobre 2026 - giovedì 15 Ottobre 2026

Romaeuropa FestivalMiasmadi Giorgina Pi

sala Ghella
video installazione
martedì 13.10 ore 16 / 17 / 18
mercoledì 14.10 ore 16 / 17 / 18
giovedì 15.10 ore 16 / 17 / 18
biglietti € 5 – presto disponibili

orario museo

lunedì chiuso
da martedì a domenica 11 – 19
la biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

maggiori informazioni

Una video installazione che guarda al mito come qualcosa di attivo: un campo di forze in cui esilio, violenza, narrazione e paesaggio continuano a produrre immagini, fantasmi e forme di consapevolezza nel presente.

Miasma nasce all’interno di Lemnos, un percorso di ricerca artistica avviato nel 2022 e dedicato alle relazioni tra mito greco, memoria storica e paesaggio contemporaneo, sviluppato attraverso un lavoro sul campo condotto principalmente in Grecia. Dopo una prima tappa scenica costruita attorno al mito di Filottete, il progetto torna sull’isola reale che, nel Novecento, ha incrinato definitivamente il mito: Makronisos, luogo di detenzione e rieducazione politica durante la guerra civile greca.

Attraverso immagini, field recordings, ambienti sonori e inserti testuali, il lavoro costruisce una geografia fragile in cui la storia continua a sedimentarsi nel presente, oscillando tra memoria e oblio. Se nel mito di Filottete la solitudine dell’eroe nasce da una ferita infetta (un corpo escluso e abbandonato perché contaminato, segnato da ciò che il mondo greco chiamava miasma) nel Novecento quel termine riemerge in una torsione politica violenta: la destra e la monarchia greca lo usano per nominare la presunta “infezione” ideologica del comunismo.