martedì 1 Ottobre 2019, 16:30 - 18:00
Presentazione.

MAXXI BVLGARI PRIZE 2020

Londra, Bvlgari Hotel

A Londra, svelata la shortlist del premio per il sostegno e la promozione dei giovani artisti, promosso dal MAXXI e BVLGARI.

Il Premio, nato nel 2000 come Premio per la Giovane Arte, costituisce il punto di partenza e la nascita della collezione del MAXXI Arte. Negli anni, è stato un importante trampolino di lancio per molti artisti. 

Grazie alla straordinaria partnership con Bulgari, nel 2018 il Premio si è rinnovato e ha allargato i propri orizzonti, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare non più solo artisti di nazionalità italiana, ma anche artisti stranieri che abbiano prodotto negli ultimi due anni un nuovo progetto in Italia nell’ambito di istituzioni pubbliche e realtà private.

Edizone 2020:

Selezionatori
Cecilia Alemani, Laura Barreca, Lorenzo Benedetti, Stefano Collicelli Cagol,Caterina Riva, Marianna Vecellio, CURA

Giuria
Hou Hanru Direttore Artistico MAXXI, Bartolomeo Pietromarchi Direttore MAXXI Arte, Manuel Borja-Villel Direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Emma Lavigne Presidente Palais de Tokyo, Victoria Noorthoorn Direttore Museo de Arte Moderno di Buenos Aires.

MAXXI BVLGARI PRIZE 2020: I FINALISTI

Giulia Cenci
(Cortona, 1988. Vive e lavora tra Amsterdam e la Toscana) è stata scelta “per la tensione estetica del suo lavoro che restituisce alla scultura un ruolo centrale nel dibattito delle arti visive e per la riflessione sugli scenari della società del futuro”.
È stata indicata da Marianna Vecellio, curatrice al Castello di Rivoli di Torino, che scrive: “Le opere di Cenci sono forme ibridate e il frutto di una compresenza tra essere vivente e un ambiente pesantemente aggredito dall’essere umano. Attraverso l’indagine della forma, le sue opere affrontano la nozione dell’essere vivente, alla luce delle riflessioni filosofiche contemporanee che definiscono l’epoca attuale con il termine di Antropocene, era geologica frutto dell’azione irreversibile dell’essere umano sull’ambiente. I suoi lavori sono il risultato di un compostaggio formale, politico e ontologico, e incoraggiano cambiamenti al modo di vedere il mondo, la materia e l’essere umano”.

Tomaso De Luca (Verona, 1988. Vive e lavora a Berlino) è stato scelto dalla giuria “per la capacità di esplorare le diverse identità della storia attraverso l’indagine del ruolo degli oggetti nel contesto sociale e politico contemporaneo”.
Scrive Lorenzo Benedetti, curatore presso il Kunstmuseum di St.Gallen, che lo ha segnalato: “Attraverso l’uso di disegni, sculture, video e installazioni intrise di fonti letterarie, filosofiche e di cultura generale, Tomaso De Luca sperimenta soluzioni formali in cui viene messo in dialogo l’immaginario collettivo con un più ampio spettro culturale. De Luca indaga i sintomi della nostra società, e un carattere di obsolescenza sembra essere presente nelle sue opere, creando una forma di resistenza al carattere consumistico della nostra epoca.

Renato Leotta (Torino, 1982. Vive e lavora ad Acireale), è stato scelto “per l’indipendenza della sua ricerca nel panorama artistico nazionale e per la forza narrativa delle sue opere che riflettono la condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo”.
È stato indicato da Marianna Vecellio, curatrice al Castello di Rivoli di Torino, che scrive: “Come un vero archeologo del reale, Leotta osserva il paesaggio per esaminarne gli elementi costitutivi e catturarne le manifestazioni effimere. Attraverso l’uso di differenti media, come la scultura, la fotografia, il video e il disegno e materiali umili come la terra, la sabbia e il sale, cattura frammenti di esperienza e li trasforma in immagini mentali. Attraverso le sue opere, offre la ricostruzione di un immaginario e con esso la ristrutturazione di un’identità culturale dell’essere umano di oggi, operando inoltre una sintesi poetica tra elementi spesso distanti tra loro come la storia e il mediterraneo, la memoria dei luoghi e la realtà, il mare e la terra, il nord e il sud del mondo”.