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giovedì 1 Gennaio 1970

Draunara. Un’installazione di Federica Cellini

15 – 25 gennaio 2015
Inaugurazione: mercoledì 14 gennaio, ore 19.30
Piazza del MAXXI – ingresso libero

Ogni giorno sulle coste di Lampedusa si riversano a migliaia uomini assetati, stanchi, impauriti che – disperati – hanno lasciato la loro terra. Ammassati su piccole imbarcazioni di legno, schiacciati l’uno contro l’altro, approdano smarriti dopo giorni in mare sospesi tra la vita e la morte. Gli sbarchi vanno avanti per ore, per giorni, creando un imponente flusso dorato che stordisce e confonde l’isola siciliana.

Secondo un’antica credenza siciliana
la tempesta di vento proveniente dal mare
era una ‘cuda di draguni’

Il lavoro di Federica Cellini è un’installazione basata su due livelli narrativi: gli scatti fotografici del giorno dell’arrivo dei migranti e i suoni realizzati in collaborazione con Aleksander Protic, sound designer che ha lavorato con il regista serbo Emir Kusturica.
I suoni raccontano la storia del viaggio dei migranti dal centro Africa ai camion roventi lanciati nel deserto, fino all’arrivo in Libia, dove spesso vengono detenuti mesi, a volte anni, in attesa di raggiungere il “carico umano” sufficiente a far partire un’altra barca. E poi la traversata del Mediterraneo, fino allo sbarco – per chi è sopravvissuto – nella piccola isola di Lampedusa.

Uno scatto fotografico di Federica Cellini

L’installazione è allestita in un container buio con dei piccolissimi fori a parete: solo avvicinandosi è possibile scorgere le immagini retroilluminate e ascoltare l’audio. Come in una sorta di via crucis con differenti fermate che abbinano audio e immagini, i visitatori possono avvicinarsi a questo viaggio.
Gli scatti ricordano i vue d’optique: stampe popolari nell’Europa del XVIII secolo, poste in un particolare cassone di legno e offerte alla visione tramite dei fori, a volte dotati di lenti d’ingrandimento. Queste stampe erano spesso illuminate dal retro del cassone e accompagnate da racconti e descrizioni ricche di suggestioni.

Prodotta a Belgrado, l’installazione della giornalista e regista romana è stata presentata per la prima volta nel 2013 al Mikser Festival in Serbia e successivamente al Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli.