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mercoledì 5 Ottobre 2016domenica 9 Ottobre 2016

Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura

Corner D – ingresso libero

Una mostra che documenta i crimini contro l’umanità commessi nelle carceri siriane

Il 18 agosto Amnesty International ha pubblicato un rapporto nel quale stima in 17.723 il numero delle persone morte in carcere in Siria dal marzo 2011, l’inizio della crisi: il rapporto denuncia i crimini commessi dalle forze governative di Damasco e ricostruisce l’esperienza provata da migliaia di detenuti attraverso i casi di 65 sopravvissuti alla tortura.

Caesar è lo pseudonimo attribuito a un ex ufficiale della Polizia Militare siriana che ha defezionato nel gennaio 2014, riuscendo a portare all’estero quasi 55 mila foto che documentano con precisione la morte e le torture subite dai detenuti nelle carceri di Bachar al Asad tra il 2011 e il 2013. La mostra, già esposta alle Nazioni Unite di New York, alla Commissione Affari Esteri del Congresso degli Stati Uniti, al Museo dell’Olocausto di Washington e nelle principali città europee, viene presentata per la prima volta in Italia.

Il mio compito era documentare la Morte” Caesar

sabato 8 ottobre, ore 18:00 | Sala Graziella Lonardi Buontempo
Il Medio Oriente si racconta. Sguardi e voci dall’area.
Un incontro di riflessione che unisce la testimonianza dei volontari impegnati al fianco della popolazione al lavoro dei giornalisti di narrazione e di denuncia di quanto accade nell’area mediorientale. L’appuntamento vuole mettere in evidenza da un lato, con la testimonianza di Suor Hanan Youssef, libanese delle suore di Nostra Signora del Buon Pastore, Terry Dutto, capo progetto FOCSIV Kurdistan, e di Mons. Paolo Bizzeti, Vicario apostolico dell’Anatolia, come oggi si viva e quali siano le necessità e le speranze della popolazione mediorientale e dall’altro con il racconto dei giornalisti Amedeo Ricucci, inviato del TG 1, Luca Geronico, giornalista esteri di Avvenire, Lorenzo Cremonesi, giornalista del Corriere della Sera, Cristiano Tinazzi, giornalista de Il Messaggero, quali siano le prospettive e il futuro per questa area secondo la loro conoscenza dei luoghi e delle vicende. Accompagna l’incontro Giovanni Lamanna, Rettore dell’Istituto Massimo a Roma. Nel corso dell’incontro, inoltre, sarà presentata “Humanity”, la nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa da FOCSIV insieme a 6 tra i suoi Soci, per permettere che il lavoro svolto in questi anni a fianco delle migliaia di uomini e donne in fuga nell’area mediorientale possa proseguire.

Iniziativa promossa da Amnesty International Italia, Articolo 21, FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana, FOCSIV – Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato, Un Ponte Per e l’Unione delle Università del Mediterraneo.