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tavolo di studio


Progetto di ponte sul Tevere, 1920,
Archivio E. Del Debbio, MAXXI architettura

piano del Foro Mussolini, 1926,
Archivio E. Del Debbio, MAXXI architettura

stadio dei marmi, Foro Mussolini,
Roma, 1928-30, Archivio E. Del Debbio,
MAXXI architettura











progetto per la casa madre del balilla, Foro
Mussolini, Roma1928-32,
Archivio E. Del Debbio, MAXXI architettura


stabilimento balneare Lungomare, 1933-36,
Ostia Lido, Archivio E. Del Debbio,
MAXXI architettura



L'archivio di Enrico Del Debbio, acquisito nel 2002, oggi è riordinato, inventariato e accessibile al pubblico. Le informazioni di contesto e le immagini dei disegni implementeranno la banca dati degli Archivi degli Architetti del Novecento, curata dal Centro archivi di architettura del MAXXI.

Si tratta di un fondo cospicuo e organico che documenta l'attività dell'architetto, con materiali grafici, documentari, fotografie che vanno dal 1909 al 1973. Si va dagli studi e disegni giovanili della prima cartella ai disegni per il complesso residenziale al Prato della Signora a Roma.

Accanto ai materiali più squisitamente progettuali e tecnici e a quelli di natura artistica vi sono in archivio anche documenti amministrativi e contabili, i giornali dei cantieri, i carteggi, gli appunti, le relazioni tecniche, i materiali per la didattica, riflessioni e analisi sulla evoluzione della professione di architetto, le fotografie e i ritagli di stampa.

Lo stato di conservazione dei materiali nel complesso è buono, ma i larghi fogli lucidi disegnati e ripassati a inchiostro, le carte da spolvero gialline e trasparenti, le minute dattiloscritte su carta autarchica richiedono un intervento conservativo, per prevenirne il deterioramento inevitabile, così come i materiali fotografici.

La consistenza di massima del fondo è di 200 rotoli di elaborati di progetto, 60 pacchi di documentazione relativa ai progetti, 90 faldoni e cartelle con documenti, 6 buste con foto, carteggi e documenti, 19 scatole di materiale fotografico, per la maggior parte lastre di vetro, 12 cartelle con disegni, acquerelli e altro, 15 tempere di progetti, una grande tempera dell'Accademia, di educazione fisica e il grande Piano generale del Foro Mussolini del 1928.

La parte più consistente del materiale riguarda opere progettate e realizzate a Roma, dove egli vive dal 1914, come il Foro Mussolini che lo occupa dal 1927 al 1960, la Facoltà di architettura dal 1932 al 1967, il concorso e la realizzazione del Palazzo Littorio poi Ministero degli Affari Esteri, 1933-59.

La documentazione del Foro può essere considerata un corpus completo e organico, raccoglie la topografia della zona prima dei lavori, planimetrie generali dei vari tempi di sviluppo, elaborati progettuali e disegni di dettaglio, documentazione grafica di tutte le fasi di progettazione e realizzazione degli edifici e delle costruzioni che costituiscono il complesso.


foresterie sud, Foro Mussolini, Roma, 1929-37, Archivio E. Del Debbio, MAXXI architettura

La documentazione di cantiere consiste in preventivi, analisi di costi e di prezzi, documenti di amministrazione e di contabilità; due pacchi di materiali riguardano il laboratorio dei marmi, i movimenti dei blocchi e i libri paga degli operai. Vi sono inoltre ordinativi, ricevute e elenchi di documenti consegnati e ricevuti dall'ONB.

Le foto di cantiere, circa 800 in bianco e nero, sono opera dello studio Vasari, fornitore della Real Casa e fotografo ufficiale delle trasformazioni di Roma. Il grande formato, la qualità della stampa e l'accuratezza delle riprese fanno di questi documenti una fonte preziosa.

A latere dell'archivio vero e proprio, ma parte integrante di esso, si trova un'interessante raccolta di ritagli di stampa, nazionale e cittadina sui temi, che allora trovavano ampio eco nei media, dei mutamenti di Roma e delle grandi opere che dovevano disegnarne un'immagine totalmente nuova e moderna, la “Terza”. I ritagli di giornali, da Il Messaggero, la Tribuna, Il Giornale d'Italia, il Corriere, l'Osservatore romano, l'Avvenire a fogli locali o satirici, sono tutti selezionati in base a temi romani, quali la sistemazione dell'Augusteo, l'Isola Tiberina, la demolizione di Borgo, la via Nazionale, o i problemi più generali come la viabilità, i Musei, la conservazione delle aree verdi.

La mostra è l'occasione di presentare una prima selezione di materiali e di far conoscere l'apertura al pubblico di un archivio prezioso, ma poco noto.